errare è umano, perseverare è diabolico!
Ancora una volta prendo spunto dall'edizione odierna di City riportando l'articolo che ho appena terminato di leggere. Tema trattato: i blog, la frequenza con cui vengono aggiornati e le conseguenze che questo può avere sulla salute dei bloggers. Stress, ansia e poco sport: di blog si può morire Stili di vita - Lo stress di aggiornare il diario online 24 ore su 24 sarebbe causa di insonnia, obesità e disturbi psichici. Ma il rischio sembra ancora più alto: negli USA da dicembre sono morte almeno tre persone. NEW YORK - L’ansia da prestazione sbarca anche su Internet. Le vittime preferite sarebbero i gestori di blog, talmente preoccupati di garantire un flusso costante di “post” da perdere il sonno e dimenticarsi di mangiare. Il vero problema è che uno stile di vita del genere, associato alla mancanza di esercizio fisico, causa gravi danni alla salute. Meno male che io aggiorno sì e no una volta a settimana!
La conferma arriva dagli Stati Uniti dove negli ultimi tempi alcune persone hanno perso la vita per motivi legati all’abuso del web. Due settimane fa in Florida un blogger di temi tecnologici è morto all’età di sessant’anni per infarto; la stessa cosa era successa in dicembre ad altre due persone. Il New York Times si è chiesto se questi siano casi isolati o solo la punta di un iceberg. Lo stress per i diari online può portare alla morte? Parlano gli interessati:
“Non sono ancora morto ma presto finirò in ospedale con l’esaurimento nervoso”, ha dichiarato Micheal Arrington, fondatore e direttore di un popolare blog statunitense che negli ultimi tre anni è ingrassato di quindici chili. I pericoli maggiori sono per i free lance, pagati a pezzo o a numero di lettori. “Non c’è una volta, neanche quando dormi, che non ti viene l’ansia di aver preso un buco”, ha concluso Arrington.
