errare è umano, perseverare è diabolico!
Buongiorno a tutti!
Sì, so benissimo che in questo periodo sono più assente del solito, che il mio ultimo post risale alla scorsa settimana, che diverse persone mi hanno chiesto di scrivere qualcosa di nuovo, ecc. Il fatto è che, come alcuni di voi già sanno, dall'inizio di questa settimana sono stato spedito a lavorare presso un nuovo cliente e, nonostante il progetto al quale prendo parte sia appena agli inizi, come sempre siamo già in ritardo rispetto alla "tabella di marcia" (per chiarire la situazione, nel nostro ambiente si dice spesso "questa cosa dovrà essere pronta per ieri"...). Questo fa sì che io non possa più dedicare lo stesso tempo che dedicavo prima alla blogsfera.
In più, la sede di lavoro si trova esattamente dalla parte opposta della città rispetto a dove abito, per cui sono costretto a "sciropparmi" 110 km/giorno (55 all'andata ed altrettanti al ritorno, ovviamente!) di percorso rigorosamente cittadino, ossia tra traffico, semafori, ingorghi, ecc. Anche se mi muovo in scooter, vi assicuro che lo stress è comunque notevole e duraturo (trascorro alla guida almeno 2 ore al giorno). Davvero una delizia avere il lavoro sotto casa, insomma [e qui inevitabilmente mi viene in mente qualcuna...]!
Unendo i 2 discorsi e astraendo un po' il tutto, infine, mi sono reso conto che lungo il cammino che ciascuno di noi percorre nella sua vita sono situati diversi incroci: in alcuni casi è il caso di svoltare per proseguire in una direzione completamente diversa dalla precedente, in altri è sufficiente una semplice deviazione prima di tornare sul percorso originario, in altri ancora basta una piccola sosta solo per dare un'occhiata nei paraggi, talvolta la cosa migliore è procedere dritti ignorando completamente l'incrocio.
