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venerdì, 19 gennaio 2007
SIAMO ANCORA IN TEMPO OPPURE E' GIA' TROPPO TARDI?
Categoria: riflessioni, interrogativi

Sebbene abbia chiaro il "tema" di questo post, le idee ed i pensieri a riguardo si accavallano confusamente nella mia testa, quindi non so dire a priori cosa verrà fuori. Argomento del giorno è il comportamento dei bambini/adolescenti ed il loro rapporto con il resto della società.
Ormai se ne sentono davvero di tutti i colori: l'ultimo in termini di tempo (e spero vivamente che sia così ancora per molto tempo, anche se ci credo poco) è l'omicidio del quindicenne a Napoli ad opera di un coetaneo solo perchè il primo si era soffermato a guardarlo più del dovuto. Purtroppo sono diventati all'ordine del giorno episodi di bullismo, soprusi nei confronti dei più deboli, violenza (anche sessuale, ma non solo), filmati "hard" girati con i videofonini e fatti circolare all'interno degli istituti scolastici... chi più ne ha, più ne metta. Passi per chi non li ha più oppure per chi non viene "seguito a dovere" perchè costretto a vivere in condizioni disagiate (sia dal punto di vista economico che ambientale), ma sempre più di frequente questi episodi hanno per protagonisti ragazzi "per bene", educati e "normali" che arrivano a compiere tali atti unicamente perchè si sentono invincibili in quanto facenti parte del "branco".
Le domande che mi pongo a questo punto sono più d'una:

1) che fine hanno fatto i genitori, principali (anche se non unici) responsabili dell'educazione dei propri figli?

2) Siamo costretti ad ammettere l'insuccesso della generazione che ha messo al mondo i ragazzi di oggi?

3) La "colpa" dello scarso (in qualche caso addirittura "inesistente"!) rapporto genitore-figlio e da ricercarsi nella crescita del progresso e della tecnologia, responsabili della prolungata assenza da casa dei genitori per esigenze lavorative, di spostamento o altro?

4) Sono quelli che fino a qualche tempo fa erano considerati "valori universali" ad essere in crisi?

5) E' ancora possibile intervenire per fare qualcosa oppure è troppo tardi e la situazione è irrimediabilmente "sfuggita di mano"?

Naturalmente non sono in grado da solo di darmi le risposte, per cui avrei piacere di discutere l'argomento con chiunque sia interessato a farlo. Prima di terminare il post, però, permettetemi di citarne un altro che ho letto questa mattina e che mi ha "toccato" in modo particolare: questo.

Postato da: abreast alle ore 10:42 | post e commenti | commenti (55)


Commenti
#1   19 Gennaio 2007 - 11:54
 
1) I genitori non ci sono, sono in giro, perchè sono giovani e vogliono divertirsi.
2)Sì, una generazione di adolescenti viziati che ha generato bambini mostruosi.
3)No, non è QUANTO si sta con i figli (ovvio che di più è meglio) ma COME: se un/a padre/madre arriva a casa e si fa i fatti suoi invece di parlare con suo figlio, sbaglia, che siano le 13 o le 20. Se non ha tempo doveva pensarci prima di mettere al mondo un filgio.
4) I valori universali sono ignoti ai più, anzi c'è una sorta di analfabetismo di ritorno: alcuni anziani hanno scordato per esempio la buona educazione.
5) Il lavoro da fare è lungo e faticoso e deve partire da più fronti: dall'esempio dei politici, dalla giustizia, dalla scuola...per insegnare, prima di tutto, ad essere esseri umani e cittadini. La famiglia può cambiare ma sarà una battaglia notevole.

Sono molto provocatoria ma lavorare a contatto con la gente mi ha fatto capire molte cose che prima non conoscevo...stare in un laboratorio sotto terra è moooooolto rassicurante, ma poco realistico!
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#2   19 Gennaio 2007 - 12:32
 
Devo dare ragione in toto a maredidirac, non è provocazione, è sano realismo: basta guardarsi in giro con gli occhi ben aperti e senza farsi distrarre dallo scintillio del McWorld. L'ultimo Fellini ("Ginger e Fred") aveva un mondo bellissimo nelle luci e vetrine, ma la gente, incantata, camminava nel fango senza accorgersene: non profezia ma dato di fatto.
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#3   19 Gennaio 2007 - 12:58
 
Sull'argomento mi trovi abbastanza inkazzata ed estremista.
La maggior parte dei genitori lavora tutto il giorno, e sentendosi in colpa per il fatto di essere perennemente "assente" nella vita dei propri figli cerca di colmare il vuoto con , telefonini, mega PlayStation, generose mancie etc,etc.. Quando poi tornano a casa la sera sono stanchi e non hanno voglia di comunicare con i propri figli. Quindi non c'è dialogo, i ruoli si perdono e non esiste più un rapporto genitore/figlio , perchè i genitori tendono a voler essere "amici" dei propri figli, visto che essere un amico è molto meno impegnativo che essere un genitore. I valori si perdono, non esiste più il rispetto e i ragazzini si sentono autorizzati a mandare letteralmente a fare in culo i propri genitori quando cercano di imporsi in minima parte... (non voglio generalizzare, ma è così nella maggior parte dei casi) . Un ragazzino di 15 anni(se non meno)non dovrebbe nemmeno possedere un videofonino ( quando avevo 15 anni mia madre mi dava dei grandi calci in culo! altro che videofonino!!) se un genitore desidera che suo figlio sia sempre reperibile, basta un semplice cellulare senza troppi frizzi e lazzi ,che poi la mia generazione nel momento dell'adolescenza ha fatto a meno anche del "semplice cellulare " quindi credo che se ne potrebbe fare a meno anche adesso; ma sorvoliamo che ... il problema di fondo è che una volta i ragazzini a 15 anni erano ancora dei bambini.. e si comportavano come tali, oggi invece i quindicenni hanno assunto atteggiamenti e comportamento da veri e propri criminali di strada.Non credo che questa situazione sia facilmente risolvibile. Quindi? Vogliamo continuare ad affidarli ai "CENTRI DI RECUPERO PER MINORI?" visto che commettono dei crimini da adulti, trattiamoli da adulti : a San Vittore devono andare!!! Altro che centro di recupero! L A G A L E R A! Chi commette un atto così vile come la violenza sessuale su una ragazzina a quell'età, chi commette un'omicidio a 15 anni , per futili motivi non può che diventare un delinquente ancora peggiore quando sarà un adulto; non vorrei sembrare estrema, ma secondo me ci sono certi casi che non si possono proprio recuperare e mi fà infuriare il fatto che questi elementi vengano in qualche modo tutelati perchè sono dei minori... per me sono semplicemente delle bestie! Anzi, sono certa che le bestie siano meglio.
ps scusa se mi sono dilungata troppo , ma l'argomento meritava qualcosa di più di 2 parole...
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#4   19 Gennaio 2007 - 13:39
 
torno più tardi, e leggo anche gli altri blog
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#5   19 Gennaio 2007 - 14:20
 
ti dico solo che conosco alcuni genitori che si sentono apposto con la coscienza solo perché pagano rette cospicue a scuole cattoliche rinomate!!!

A casa non si curano minimante dei figli perché si aspettano che faccia tutto la scuola.
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#6   19 Gennaio 2007 - 14:26
 
mmmh ...
non m' intendo di bambini, né di adolescenti ...
potrei fare il mea culpa generazionale, ma siamo troppi individui per una generazione, e troppo diversi tra loro.
io credo che la mancanza di cultura, di "valori", si apprenda in famiglia, come la lingua e le emozioni.
perché i figli del '77 hanno fatto figli così stronzi?


ah, e non ti ho dato una sòla! volevo solo sapere se frequentavamo altri buoni posti oltre questi! (nota scherzosa e molto poco seria!)
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#7   19 Gennaio 2007 - 14:40
 
Il mio dubbio è: "Ma veramente oggi la situazione è più scandalosa di ieri?"
Episodi raccapriccianti ne sono sempre avvenuti. Le differenze potrebbero essere:
- non c'erano i mezzi di comunicazione odierni e si nascondeva il tutto;
- Non c'erano i mezzi e le possibilità odierne; quindi, anche il tipo di atti commessi erano diversi, ma non per questo meno brutali.
Ho l'impressione, a volte, che si minimizzi un po', facendo di scorsi di questo genere. Ma una volta... Ci sono persone e persone, ci sono genitori e genitori, ci sono figli e figli, situazioni e situazioni... tutti unici e irripetibili... Non ne farei di un'erba un fascio!
Hai mai avuto l'occasione di sentire i racconti dei nostri vecchi? Parlano di tante cose: della povertà, di episodi divertenti e felici, ma anche di storie violente...
L'argomento da te proposto è arduo e questa è solo la mia umile riflessione.
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#8   19 Gennaio 2007 - 14:43
 
bene bene, a quanto pare il discorso "interessa" più di una persona...

MAREDIDIRAC, qualora fosse vero ciò che hai scritto tu (ossia che i genitori pensano unicamente a divertirsi e non hanno alcuna intenzione di trascorrere [parte del] loro tempo con i figli) la situazione oltrechè estremamente triste sarebbe preoccupante sul serio! se hai letto il post che ho linkato, comunque, penso non farai alcuna fatica a considerarlo a suo modo un "piccolo inizio" per cambiare l'attuale stato di cose.

anch'io come voi sono convinto si tratti di realismo, MASSO, però... beh, proprio non ce la faccio a stare a guardare senza cercare di fare qualcosa! tu no?

MONICANTA, grazie per il lungo commento, dedicato se non sbaglio all'eccessivo "permissivismo" misto a consumismo dei genitori... mi trovi d'accordo con te, perchè comprare tutto sempre e comunque ai propri figli non fa altro che inculcare loro il concetto che tutto sia dovuto! di conseguenza, quando per un qualsivoglia motivo non riescono a raggiungere l'obiettivo che si sono prefissati, cercano di fare tutto il possibile per ottenerlo comunque, anche con la forza se necessario.
questa mentalità, poi, con assai poco sforzo viene "applicata" non soltanto agli oggetti materiali ma anche ai rapporti (?) tra persone, e lì spesso succede il patatrac!

ok, BATSCEBA, ti aspetto!

e poi, magari, scoprono eventi come quello che ho presentato nel post precedente, PENSIEROROSA, vero? che squallore!

credo il "mea culpa generazionale" non sia sufficiente a risolvere il problema, GATTARANDAGIA. personalmente ritengo che il mondo stia subendo un "degrado progressivo" e che, sfortunatamente, si tratti di un serpente che si morde la coda: in questi ultimi 50 anni ci sono state diverse "conquiste" sia in termini di acquisizione di maggior libertà, sia per quanto riguarda la fruibilità di oggetti, strumenti, tecnologie e quant'altro: il "mix" di questi 2 aspetti ha creato il "giovane tipo"! ovviamente il discorso è di carattere generale, visto che esistono i bravi ragazzi così come i delinquenti (sono sempre esistiti sia gli uni che gli altri), però è angosciante notare che il numero dei primi sembra diminuire a vantaggio dei secondi.

P.S.: guarda che io sono stato al gioco, tant'è che nella tag-board ti ho scritto che per la cena non mi ero ancora organizzato, il che voleva sottintendere che, se fossi stata d'accordo, saremmo potuti andare insieme da qualche parte...
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#9   19 Gennaio 2007 - 14:47
 
il tuo intervento mi da modo di aggiungere una cosa a quanto scritto nel post, LADYSOUL: lo strapotere attuale dei media fa sì che qualunque avvenimento si diffonda praticamente in tempo reale ovunque nel mondo. se da un lato questa è "informazione", dall'altro per alcuni non è che un modello (sicuramente non di buon esempio) da seguire per attuare i propri propositi.
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#10   19 Gennaio 2007 - 15:03
 
...bello questo post! argomento interessante che in poche righe non si esaurisce!!!
sai, anche se a volte mi fanno arrabbiare i miei genitori non li cambio con nessumo. Sono molto severi, fin troppo rigidi mentre i genitori d'oggi sono più flessibili, a volte è come se si vergognassero di essere genitori, come se volessero essere i grandi amiconi dei propri figli.....mentre alle volte un pò di rigidità non farebbe mai male!
Corro a leggere gli altri commenti!!!! buon week end Milla
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#11   19 Gennaio 2007 - 18:27
 
Come al solito la risposta a questo post, considerate le mie esperienze come insegnante e come madre, sarebbe troppo lunga e logorroica. Ho scritto quindi un post in merito all'argomento, in cui parlo delle esperienze acquisite in tanti anni a livello lavorativo e familiare.
Se ti interessa leggere il lungo papiro e se la cosa può interessare qualcuno dei tuoi lettori, sapete dove trovarmi.
In caso contrario, riporto qui la parte finale del mio post, con alcune considerazioni che ho fatto al termine del mio racconto, naturalmente senza pretendere di insegnare niente a nessuno.

Gli insegnanti possono svolgere interamente il loro ruolo se hanno l’appoggio e la collaborazione della famiglia, che non dovrebbe mai denigrarli di fronte ai ragazzi togliendo rispetto e credibilità.
E’ pur ammesso che ci siano insegnanti mele-marce all’interno di ogni scuola, ma non lo sono tutti e non si può buttare a mare il lavoro di tanti gli altri, solo per colpa di qualcuno che non sa svolgere il suo ruolo.
Le famiglie non dovrebbero sempre ed esclusivamente pensare che i loro figli siano dei santi e degli esseri perfetti…i ragazzi sono come fuscelli che possono prendere pieghe diverse, a volte anche sbagliate, ed è meglio dubitare e controllare, piuttosto che fidarsi ciecamente e poi ritrovarsi dai carabinieri. I fuscelli si raddrizzano e possono diventare splendide e dritte piante. Non bisogna vergognarsi se, una volta, si è messo un puntello.
Se dovesse capitare di assistere ad un episodio di bullismo, sarebbe bene intervenire, chiamare eventualmente chi di dovere, piuttosto che allontanarsi lamentandosi che la gioventù è bacata.
Non dimentichiamo che i giovani imparano dall'esempio degli adulti e, purtroppo, gli adulti di cui sempre parlano i media non sono di grande esempio.
In tanti anni di carriera ho visto tanti bulli e bulletti, ma quasi nessuno, crescendo, si è trasformato in un delinquente.
I ragazzi, oggi come ieri, hanno soprattutto bisogno di regole e di sapere che c’è sempre qualcuno che si interessa a loro per amarli, ascoltarli, ma anche per dire qualche volta di NO.

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#12   19 Gennaio 2007 - 18:57
 
Difficile l'argomento. Secondo me ci sono un sacco di motivi per cui la generazione di oggi è così. Una delle cause, forse la principale, è il fatto ch ei genitori sono più assenti perchè impegnati fuori casa molte ore al giorno, perchè presi da tante cose. Poi ci sono molte più possibilità e meno controlli sia da parte dei genitori che da parte di un gruppo ( una volta non si era così individualisti), poi c'è una perdita di valori generalizzata, poi troppi stimoli e molti modelli sbagliati (alla tv, su internet), insomma, mi pare di una complessità paurosa.
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#13   19 Gennaio 2007 - 20:26
 
Oggi un ragazzino ha pestato a sangue un coetaneo perchè questo, da mesi, si rifiutava di baciargli le mani...
Un'altra new, per fortuna meno tragica di quella da te citata dell'omicidio, ma sempre di gravissima violenza, che si aggiunge alle cronache...
Argomento di grandissima complessità, questo...
Certo, ogni generazione ha prodotto i suoi bulli, i suoi figli di ordinario disagio.
Ma tutto è direttamente proporzionale ai mezzi che si hanno a disposizione e all'allargarsi di modelli negativi dai quali trarre ispirazione.
I motivi?
Mah...tanti, troppi, forse...
difficile identificali con precisione.
Forse si vuole correre troppo in fretta, per raggiungere con tutti i mezzi, leciti e illeciti, tutto ciò che si vuole: status sociale nel gruppo, beni materiali...
Con buona pace dei valori di rispetto, tolleranza e il senso del sacrificio e del limite di ciò che è etico e ciò che non lo è...
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#14   20 Gennaio 2007 - 08:50
 
Io sono convinta che la colpa sia principalmente dei genitori, l'educazione è fondamentale, l'amore per i figli è fondamentale, un amore che però deve essere OBBIETTIVO e non incondizionato, amore obbiettivo verso i figli??
si!.. HO VISTO GENITORI, difendere a spada tratta i proprio figli , quando n non avevano alcuna ragione, e in questi casi cominci a sentirti forte e protetto con le spalle coperte... i miei mi hanno sempre dato torto anche quando avevo ragione, mi hanno sempre spinta a riflettere sulle cose....i miei genitori mi hanno insegnato a sudarmele le cose, i miei genitori mi hanno insegnato il rispetto per gli altri...e questo nonostante io sia completamente diversa da loro , nonostante io abbia IL MIO carattere ma certi insegnamenti se dati nel modo giusto ti rimangono!


p.s.
con al storia del gazebo mi hai fatto morire dal ridere ahahahahah
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#15   20 Gennaio 2007 - 09:42
 
Non sono quasi per nulla d'accordo su un sacco di cose.
La violenza tra i ragazzzi e tra i ragazzini c'è sempre stata. Balle che prima non ci fosse. Ho visto pestaggi eccome nei cortili delle mie scuole, per motivi più o meno futili, poco importa.
Oggi qualunque cosa è, anche malamente, alla luce del sole. Anche, con un certo voyerismo per di più.
Ma non cominciamo a fare paragoni e a dire che "questa generazione oddio, oddio". Che dire allora di quella dei 30enni di oggi? La maggior parte ancora in casa con i genitori, fatta di precarietà e di mancata assunzione di responsabilità, per esempio. Oh, ma sì, allora si solleverebbe il vespaio dei 30enni con la scusa delle mille stagioni, quella del precariato dei posti lavorativi e quant'altro.
boh, certo che oggi i bambini e i ragazzi non hanno alcun rispetto per gli adulti, noi lo avevamo senza alcun motivo, o meglio, non lo avevamo affatto, ma non lo esprimevamo, forse.
Quel che dico - che tra l'altro (;-)) è un centesimo di quel che vorrei - corrisponde a una parte dei pensiero che faccio quando leggo lo sdegno, che so, per i ragazzi che picchiano il coetaneo disabile. Ma certo che è una cosa orribile, però, non è che queste cose prima non succedessero, senza contare che fino a 20 anni fa i disabili non ci andavano a scuola con gli altri!!! Li tenevano rinchiusi! Eccetera eccetera
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#16   20 Gennaio 2007 - 11:04
 
Sono andata a leggere il post che hai menzionato. Davvero interessante, mi ha toccato da vicino...
Buona giornata! :)
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#17   20 Gennaio 2007 - 11:05
 
riflettuto. ho il dubbio che il fenomeno bullismo sia dovuto a un cambiamento di tipo sociale, più che a una semplice carenza da parte dei genitori. l'innalzamento dello status generale ma nello stesso tempo l'impoverimento della classe media è la causa. che porta alla analfabetismo di ritorno, quindi anchea un abbassamento educativo. i primi a essere maleducati sono i vecchi. pensiamo poi ai teddy boys degli anni cinquanta, al problema dei giovani nei ghetti neri americani. le società più violente sono le più ricche e classiste (us e uk)

io sono stata educata a
1- salutare e ringraziare sempre
2. tenere aperte le porte e ho imparato che nessuno ringrazia.
3. a raccogliere le cose che cadono alle persone anziane e a offrire loro il mio aiuto.
4. alzarmi sui mezzi pubblici... non mi ci siedo neppure...

il risultato è che mi sento invisibile, spesso mi ritengono una ladra o comunque una malintenzionata e che non mi siedo mai... ma posso dire di essere una persona educata! e non lo rimpiango, anzi ringrazio i miei genitori che oltre a questo mi hanno insegnato ad essere una persona.
a essere responsabile e pensante.
credo che sia questo quello che devono fare i genitori. ma oggi quante sono le persone responsabili e pensanti?
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#18   20 Gennaio 2007 - 11:11
 
Vorrei tanto poter leggere tutti i commenti perchè mi sembrano veramente interessanti ma ora purtroppo non ho tempo.
Non so spiegarmi cosa stia succedendo, veramente non ho parole, nella scuola accadono veramente cose impensabili e sono all'ordine del giorno, solo non sempre arrivano ai mass media nazionali. Purtroppo, però, non sempre quando cerco di parlare con i genitori riesco ad avere una controparte che capisca la situazione: si tende a minimizzare l'argomento, a valutarlo come di poco conto e questo non aiuta... Sì, veramente è sempre più difficile il lavoro del formatore... e ricordo i miei genitori come fossero rigidi su certe cose... su come mi responsabilizzassero su tutto... certo io ora sono un eccesso ;)
Maluna
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#19   20 Gennaio 2007 - 13:29
 
allla scuola diamo il compito di informare e basta, alla società il resto, a cominciare dai genitori coadiuvati dallo stato, ma non mi sembra che questo occidente metta al primo punto il funzionamento della società
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#20   21 Gennaio 2007 - 06:16
 
accidenti! ieri non ho potuto collegarmi perchè impegnato e... si vede! sono rimasto indietro di un bel po' di commenti a quanto pare... vabbè, ora rimedio non senza aver invitato tutti a leggere i commenti degli altri e, se è il caso, a rispondere con le proprie idee in modo da portare avanti il dibattito! :-)

sembra proprio tu abbia ragione, THEPINKPANTHER, per lo meno a giudicare dal numero e dalla lunghezza dei commenti ricevuti! non credo che la "severità" sia l'unico o il miglior parametro di giudizio dei genitori, direi sia molto più valido come indice di gradimento il "risultato" che essi ottengono con i propri figli (anche se questi ultimi, naturalmente, ci mettono del loro...)

KAT, sebbene tu abbia un figlio (ormai grande) e quindi sia stata chiamata al ruolo di genitrice (da intendersi in senso di "educatrice") anni fa quando lui era adolescente, nel tuo commento è evidente l'influenza della tua professione che ti fa vedere le cose dal punto di vista della scuola piuttosto che della famiglia. è vero che quest'ultima non deve denigrare la prima agli occhi dei ragazzi, però non si può sperare in una "collaborazione" genitori-insegnanti visto che i ragazzi spesso trascorrono a scuola (quindi lontano dai genitori) gran parte delle loro giornate e, quando sono a casa, gli insegnanti non sono presenti. sono 2 mondi a se stanti, voglio dire, in ciascuno dei quali chi di dovere è tenuto a svolgere il proprio compito educativo indipendentemente da ciò che accade nell'altro.

KAT2002, commento breve il tuo ma che mi trova d'accordo con te al 100%, soprattutto per quanto riguarda i "modelli sbagliati" che vengono propinati un po' ovunque.

LOREANNE, se ciò che hai scritto tu avviene a mio avviso è proprio perchè ormai si sono persi i famosi "valori" di un tempo: quelli che imponevano di "sudarsi le cose" e non di volerle tutte e subito (e SEMPRE, aggiungerei!), il "rispetto" del prossimo (che fin troppo spesso non si sa nemmeno cosa sia), l'"umiltà" (che con troppa facilità è ritenuta sinonimo di "povertà"), ecc.

KATANA78, è evidente che ogni scarrafone è bello 'a mamma sòja, nel senso che è comprensibile che ciascun genitore veda il/i proprio/i figlio/i un gradino al di sopra di qualunque altro essere vivente. al tempo stesso, però, credo sia fondamentale l'obiettività di cui parli proprio per evitare che i ragazzi vengano difesi a spada tratta sempre e comunque anche quando hanno torto! sarà forse perchè anch'io, a mio tempo, ho ricevuto insegnamenti analoghi ai tuoi da parte dei miei genitori?

BIANCAC, non importa se non sei d'accordo con me o con altri! questo è un "dibattito a tema", quindi ciascuno ha diritto di dire la sua a patto di preservare il rispetto per gli altri e di esprimersi in modo educato e tu non hai affatto contravvenuto ad una di queste "regole", quindi anche il tuo contributo ha motivo di esistere.
detto questo, relativamente a ciò che hai scritto mi viene da dire che è vero che oggi tutto avviene alla luce del sole (grazie ai media) mentre un tempo non era così, ma è altrettanto vero che la gravità di ciò che avviene è cresciuta ESPONENZIALMENTE in questi ultimi anni! non sono un gran fruitore della TV perchè ormai c'è ben poco da vedere, però difficilmente mi faccio sfuggire i TG e ne guardo su diversi canali (escluso il TG4 perchè non mi piacciono le soap-operas...). ebbene: ti è mai capitato di ascoltare "studioaperto" su Italia1? è una continuazione di morti, suicidi, pestaggi, liti... non sono invenzioni della rete televisiva, si tratta di fatti che accadono realmente! ogni giorno! davvero pensi di poter affermare che le cose stessero così anche anni fa? io non credo.

immaginavo, LADYSOUL, ho messo il link apposta (e chissà se anche altri oltre te lo sono andati a leggere...)

ci hai fatto attendere un po', BATSCEBA, ma alla fine penso di poter affermare che "il gioco sia valsa la candela"! non temere, non sei "invisibile"... non del tutto, almeno! posso assicurarti che se anche nel 90% dei casi nessuno si "sofferma" a notare ciò che sei il rimanente 10% si accorge del fatto che tu sia una persona "responsabile e pensante"!
la risposta alla tua domanda, ovviamente non può che essere "sempre meno, purtroppo!".

MALUNA, spero tu riesca a trovare il tempo per farlo, prima o poi, perchè credo troveresti la cosa molto interessante. per te vale un discorso analogo a quello che ho fatto a KAT (chissà come mai...): i professori sono/dovrebbero essere una "spia di segnalazione", una sorta di cartina al tornasole per i genitori per dar modo a questi ultimi di "testare" il comportamento dei propri figli. il punto è, come in tanti abbiamo affermato, che purtroppo spesso sono i genitori stessi a non utilizzare affatto questo "canale informativo" ed a lasciare i figli in balia di se stessi.

ANTI69, il tuo commento mi sembra un po' troppo "drastico" e, se vogliamo, anche anacronistico... ma ovviamente è solo una mia impressione, sia ben chiaro.
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#21   21 Gennaio 2007 - 11:26
 
Ti ho ben detto che non mi era possibile dire tutto ciò che avevo da dire in una risposta e che avevo scritto perciò un post in merito. Se tu l'avessi letto avresti visto che non ho parlato soltanto della scuola, ma anche delle famiglie e soprattutto del rapporto e dell'esperienza maturata con mio figlio. Ho toccato tutti i punti. Da te ho riportato soltanto le considerazioni finali che potevano essere intese come un suggerimento, visto che chiedevi, alla fine del post, se fosse possibile fare qualcosa ma, evidentemente, è difficile comprenderne appieno il significato se non si sono lette le premesse che hanno condotto a quelle considerazioni.
Non ho capito poi la frase:
"sebbene tu sia stata chiamata al ruolo di genitrice (da intendersi in senso di "educatrice") anni fa quando lui era adolescente"
Mio figlio ha diciannove anni, e quindi la sua adolescenza non è avvenuta "anni fa" e poi sarei stata chiamata al ruolo di genitrice solo quando era adolescente? E prima cos'ero?
So che mi conosci e so che hai fatto un po' di confusione, ma non vorrei che chi non mi conosce si facesse qualche idea strana...;)
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#22   21 Gennaio 2007 - 14:59
 
Mi permetto di riprendere ancora una tua frase:
"la scuola e la famiglia sono 2 mondi a se stanti, voglio dire, in ciascuno dei quali chi di dovere è tenuto a svolgere il proprio compito educativo indipendentemente da ciò che accade nell'altro."

Sai che "il branco" si forma principalmente a scuola? Sai che spesso gli insegnanti possono rendersi conto di quali frequentazioni sbagliate abbia un ragazzo molto più e prima della famiglia? Sai che spesso gli insegnanti mettono al corrente della pericolosità di certe frequentazioni le famiglie e che queste non tengono affatto conto di queste informazioni, fino a quando è poi troppo tardi per porvi rimedio?

Riporto qui, se la cosa può interessare, un commento di Emy, una ragazza di quindici anni che scrive sempre sul mio blog.
E' bello discutere tra noi, ma penso sia interessante anche sentire i discorsi delle persone direttamente interessate all'argomento, gli adolescenti, appunto.

"Nel passaggio tra medie e superiori ho notato molti cambiamenti di questo tipo:
alle medie ci conoscevamo tutti e non c'era mai nessuno che attaccavo qualcun altro, al massimo capitava di ricavarsi qualche spallata mentre giravi tranquillamente intorno all'atrio ma niente d'importante...in terza media avevamo addirittura eletto 2 di noi che dovevano assicurarsi che nessuno facesse dal male a qualcun altro...insomma, noi più grandi dovevamo dare il buon esempio e cercare di risolvere i problemi del più piccini.
Alle superiori invece ci sono tantissimi gruppi diversi,tanta gente nuova e io ne conosco già abbastanza...
In una classe addirittura c'è un ragazzo che ogni giorno arriva a scuola con un coltello diverso e non puoi neanche dargli una pacca sulla spala perchè se gli fai male ti minaccia...l'hanno già sospeso per un giorno per aver mandato all'ospedale uno della sua classe dopo averli tirato un pugno dritto dritto sulla tempia...
Ora questo ragazzo vuole menare un mio amico,non si sa bene per quale motivo...ma se si incontrano sono guai perchè il mio amico avrà dalla sua parte tutti gli albanesi della città...aiutooo!
Comunque ho notato che questo fenomeno è presente soprattutto tra la prime e le seconde perchè devono "farsi vedere"...
Dalla terza in su no...io conosco un sacco di gente di terza quarta e quinta e sono tutti bravissimi...
...ah, e per il fatto di fumare...beh,noi non abbiamo neanche bisogni di tagliare per provarci, basta uscire dalla porta anti-incendio negli intervalli e fuori si è liberissimi di fumare...nessuno che lo vieta...anzi,alcune volte ci sono delle prof che si fumano una sigaretta con gli allievi...va beh...
Per il fatto delle famiglie invece...eh,io trovo che mi ascoltino più i miei professori che non i miei...io con i miei genitori non parlo mai perchè per qualsiasi cosa che dico mi fraintendono e si incavolano...ma è possibile...???"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente KatherineM

#23   22 Gennaio 2007 - 07:06
 
OT: me lo dai un po' di tempo? ;-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente biancac

#24   22 Gennaio 2007 - 09:19
 
Il tema da te sollevato è molto interessante, ma non riesco a dare una risposta esauriente a nessuno dei 5 quesiti che tu poni. Si, la sensazione di assenza da parte di alcuni genitori è il primo pensiero che mi salta alla mente, quando leggo questi fatti di cronaca.

Esiste un problema d'educazione, ma è pur vero che anche la società è cambiata molto, gli adolescenti crescono più in fretta, bruciando molte tappe e sicuramente il confronto tra la mia e la loro generazione non è proponibile, non riesco a riconoscermi in nessuno dei loro comportamenti, quando avevo la loro età.

Non so rispondere in particolare all'ultimo quesito, ma la mia speranza è che non sia troppo tardi per intervenire.

Bruce Lee
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#25   22 Gennaio 2007 - 09:24
 
...buongiorno!
si forse abbiamo avuto gli stessi insegnamenti...:o) ripeto per i miei non avevo mai ragione al 100% anche quando l'avevo,all'inizio soffrivo di questa cosa ...ma poi ho capito!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente katana78

#26   22 Gennaio 2007 - 10:35
 
Alcuni ragazzi deviano perchè hanno troppo. Altri perchè hanno troppo poco. I genitori lottano con il lavoro, i problemi, i soldi: a volte spariscono perchè non ce la fanno. Altre volte perchè sono stati a loro volta viziati.
Serve un cambiamento...
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#27   22 Gennaio 2007 - 11:02
 
Ritorno qui: io nel mio piccolo faccio (ho fatto?) il possibile coi miei figli, ma temo in una specie di isolamento culturale. Per dirti, dato che me li sono scarrozzati in lungo e largo con la bici o in macchina, ho inculcato loro il senso del rispetto per le norme stradali, per cui quando vedo (e quanti se ne vedono) genitori coi figli sulle bici contromano nei sensi unici, o sui marciapiedi, mi arabbio il doppio....Così come mi vine rabbia non verso i bambini, ma verso i genitori se i figli in pubblico vengono smollati a fare tutto cio' che pare loro, ad esempio ad organizzare inseguimenti nelle corsie di supermercato, o fare curling coi carrelli: in quel caso saro' anche un cafone, ma li riprendo, figli e genitori: sarei disposto anche alla lite!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Masso57

#28   22 Gennaio 2007 - 11:20
 
Il campo è vastissimo...
aggiungo un mio personale contributo che ho lasciato anche da Katherine (che ha fatto un post sul bullismo), e le considerazioni sono legate a un mondo che mi appartiene e mi ha sempre visto come un attento osservatore dei comportamenti dei coetanei e, poi, dei più giovani...
il mondo dello sport, chiaramente, che, come sai...bazzico da qando avevo sette anni...
E, in questo contesto, una delle cose che più mi irrita è lo spirito di insulsa competitività che tanti genitori inculcano nella mente dei figli.
E così facendo, annullano il valore sociale e di forte aggregazione che hanno esperienze bellissime come quelle sportive...
Posso parlare ampiamente di questo, essendo io istruttore di tennis e avendo organizzato decine di corsi per bambini.
Uno dei compiti principali che io e lo staff ci siamo imposti è stato proprio quello di tenere a bada i genitori che della pratica sportiva volevano fare un campo di battaglia tra bambini e un luogo di sfilata per completini e accessori (inutili) firmati...
Quello è uno dei modi più facili per annullare il valore del rispetto per i meno abbienti, per far passare in secondo piano le occasioni che dovrebbero unire e favorire la nascita di amicizie...
E, temo che questo meccanismo si sviluppi anche in altri contesti, oltre che quello dei campi e delle palestre...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Loreanne

#29   22 Gennaio 2007 - 11:30
 
KAT, il riferimento al tuo caso personale mirava a farti comprendere come ormai tuo figlio sia grande e, sebbene non ancora "indipendente", comunque in grado di prendere le sue decisioni e, se il caso, assumersene le responsabilità; per questa ragione non lo ritengo (più) tra gli adolescenti, per lo meno non tra coloro che fanno "bravate" quali quelle riportate da me o da altri nei commenti.
ribadisco la veridicità della mia frase (quella che hai riportato nel secondo commento), con la quale non intendevo dire che una delle 2 entità (scuola o famiglia) deve lasciare il posto all'altra, tutt'altro! proprio perchè esistono e devono esistere entrambe credo sia giusto che agiscano in maniera autonoma ma parallela, solo così il ragazzo può trarne profitto e beneficio!

BIANCAC... NO!!! :-)

BRUCE, nemmeno io mi riconosco nel comportamento degli adolescenti di oggi, nel senso che "vedo" alcune cose che a suo tempo per me sarebbero state semplicemente assurde! colpa della fretta nella crescita? può darsi, ma non la ritengo comunque una "scusante": se le conseguenze sono queste, forse sarebbe meglio tirare un po' il freno e rallentare il processo, non credi?

KATANA78, della serie: "insegnamento alla lunga distanza"! potremmo definirlo così, no?

già, servirebbe un cambiamento, ZIAPETUNIA, questo è poco ma sicuro! il punto è: che tipo di cambiamento e chi dovrebbe "attuarlo"?

no, MASSO, non sei affatto un cafone! al contrario secondo me fai benissimo, io farei altrettanto. non so se anche dalle tue parti è così (non credo, vista la realtà di gran lunga più "piccola" in cui vivi), ma qui c'è una diseducazione alla guida che fa spavento, e più a sud vai più la situazione peggiora!
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#30   22 Gennaio 2007 - 11:47
 
LOREANNE, per continuare il tuo esempio faccio notare come al giorno d'oggi anche gli sport non "da bambini" (primo tra tutti il calcio, ma lì c'entrano anche forti interessi economici) hanno perso quello "spirito" che li animava fino a qualche tempo fa e che sembrano sempre più vere e proprie "arene" per combattimenti cruenti!
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#31   22 Gennaio 2007 - 12:29
 
Ciao Bullo... buona settimana :)
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#32   22 Gennaio 2007 - 13:16
 
MONICANTA, per favore non "inquinare" post seri come questo.
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#33   22 Gennaio 2007 - 14:42
 
è vero che mio figlio può essere considerato grande, ma non lo è da molto e per questo credo ancora di capire la situazione degli adolescenti e delle loro famiglie...diciamo che è ancora troppo presto per aver dimenticato!

Per quanto riguarda i mondi paralleli, continuo a pensare che se ognuno di noi, ogni "mondo",ogni società, continueranno a viaggiare paralleli, quindi isolati, senza mai incontrarsi e senza scambiarsi le idee, tutto continuerà come prima e niente andrà migliorando. i ragazzi impareranno a "farsi furbi" e a comportarsi in modo diverso sia a casa, che a scuola, che in società, e tutti continueremo a lamentarci senza fare niente.
Pensi che i cosiddetti bulli a casa si comportino allo stesso modo? I loro genitori sono convinti che siano dei santi!
Non è più tempo di vivere ciascuno nella sua piccola isola, ma di unire le forze per portare avanti i valori in cui crediamo e che vogliamo difendere.

Perchè ti ha colpito tanto il post di Almost?
Ci sono delle frasi sicuramente molto significative e che fanno riflettere, come queste:

"Guardavo i "miei" bambini chiedendomi se qualcuno di loro un domani sarebbe finito bullo o vittima.
Nell'arco di questi anni di lavoro a scuola ho capito che si può imparare davvero molto dai bambini. Se non altro si possono apprendere due cose importantissime: la capacità di ascoltare e la possibilità imparare ad insegnare

Il mestiere di educatore è qualcosa che si apprende.

Ma la scuola migliore è il contatto con i bambini.
Sono loro che ti dicono cosa devi fare e, soprattutto, come.
Attraverso sguardi, gesti, richieste dirette o malcelate, comportamenti, sorrisi e pianti non ti chiedono solo attenzione, aiuto, conforto.
Ti danno indicazioni anche sul come devi dargliele.
E in tutto questo è fondamentale un enorme sforzo di attenzione, una lunga e difficile pratica di ascolto."

Da queste parole si capisce come i bambini, da piccoli, siano tutti uguali, ne' vittime, ne' carnefici. E tutti hanno bisogno di amore, di attenzione e di ascolto.
Crescendo, alcuni di quegli stessi bambini, crescendo, si trasformeranno, forse, in bulli.Altri in vittime incapaci di difendersi.
Ma chi sarà stato a trasformarli così? Se tutti continueremo tranquilli per la nostra strada senza incontrarci mai, senza scambiarci osservazioni, senza provare a darci suggerimenti, cosa riusciremo a fare, realmente, per questi ragazzi?
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#34   22 Gennaio 2007 - 15:33
 
Sono contenta che Katherine abbia pubblicato il mio commento qui...comunque non so bene rispondere alle domende...il fatto è uno solo...molti giovani sono diventati egoisti e troppo pigri...forse ance a causa della tecnologia...forse perchè + cresciuto il benessere...Un cosa che so x certo e k oramai noi adolescenti cresciamo troppo in fretta...alcuni ragazzi della mia età hanno già ftt di tt e di+...io credo che sentirsi grandi sia una cavolata perchè se fai tt adesso a 16anni non avrai+di che divertirti...non potrai provare nulla di nuovo...
Ciau a tt!
Emy
utente anonimo

#35   22 Gennaio 2007 - 18:05
 
Il fenomeno del bullismo, un tempo presente soprattutto negli Stati Uniti, è arrivato da noi non a caso in concomitanza con il peggioramento delle condizioni lavorative e salariali, che costringono la maggior parte dei genitori a lavorare entrambi, stando fuori casa tutto il giorno. I figli restano coi nonni, che, si sa, non hanno per motivi di età e di motivazione, la capacità educativa e il ruolo che solo un genitore può ricoprire nell’ambito dello sviluppo di un bambino.


I ragazzi crescono soli. Tornano da scuola e non trovano nessuno con cui sfogare le proprie frustrazioni, delusioni, difficoltà. Il disagio nasce dall’assenza di figure positive di riferimento e dalla solitudine.

La mia generazione, in questo senso, è stata più fortunata. La maggiore presenza dei genitori per molti di noi ha significato avere qualcuno che ci trasmettesse principi, valori e modelli di vita.

Se, per poter sostenere le spese che una vita insieme comporta, entrambi i membri di una coppia sono costretti a lavorare tutto il giorno, come si può pensare che riescano a seguire come dovrebbero l’educazione dei propri figli?
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#36   22 Gennaio 2007 - 22:09
 
bhe certo io ora prima di dire ceh ho ragione ci penso 10 volte, anche se lo so che poi alla fine ho smepre ragione ahahahhaha
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#37   23 Gennaio 2007 - 06:08
 
KAT, sono anche venuto a leggere il tuo post, però continuo ad essere dell'avviso che la tua posizione sia fondamentalmente dalla parte della scuola (com'è naturale che sia, visto che si tratta del tuo lavoro). il post da me indicato mi ha colpito proprio per una delle frasi che tu stessa hai riportato: "si p