errare è umano, perseverare è diabolico!
Sebbene abbia chiaro il "tema" di questo post, le idee ed i pensieri a riguardo si accavallano confusamente nella mia testa, quindi non so dire a priori cosa verrà fuori. Argomento del giorno è il comportamento dei bambini/adolescenti ed il loro rapporto con il resto della società. 1) che fine hanno fatto i genitori, principali (anche se non unici) responsabili dell'educazione dei propri figli? 2) Siamo costretti ad ammettere l'insuccesso della generazione che ha messo al mondo i ragazzi di oggi? 3) La "colpa" dello scarso (in qualche caso addirittura "inesistente"!) rapporto genitore-figlio e da ricercarsi nella crescita del progresso e della tecnologia, responsabili della prolungata assenza da casa dei genitori per esigenze lavorative, di spostamento o altro? 4) Sono quelli che fino a qualche tempo fa erano considerati "valori universali" ad essere in crisi? 5) E' ancora possibile intervenire per fare qualcosa oppure è troppo tardi e la situazione è irrimediabilmente "sfuggita di mano"? Naturalmente non sono in grado da solo di darmi le risposte, per cui avrei piacere di discutere l'argomento con chiunque sia interessato a farlo. Prima di terminare il post, però, permettetemi di citarne un altro che ho letto questa mattina e che mi ha "toccato" in modo particolare: questo.
Ormai se ne sentono davvero di tutti i colori: l'ultimo in termini di tempo (e spero vivamente che sia così ancora per molto tempo, anche se ci credo poco) è l'omicidio del quindicenne a Napoli ad opera di un coetaneo solo perchè il primo si era soffermato a guardarlo più del dovuto. Purtroppo sono diventati all'ordine del giorno episodi di bullismo, soprusi nei confronti dei più deboli, violenza (anche sessuale, ma non solo), filmati "hard" girati con i videofonini e fatti circolare all'interno degli istituti scolastici... chi più ne ha, più ne metta. Passi per chi non li ha più oppure per chi non viene "seguito a dovere" perchè costretto a vivere in condizioni disagiate (sia dal punto di vista economico che ambientale), ma sempre più di frequente questi episodi hanno per protagonisti ragazzi "per bene", educati e "normali" che arrivano a compiere tali atti unicamente perchè si sentono invincibili in quanto facenti parte del "branco".
Le domande che mi pongo a questo punto sono più d'una:
