errare è umano, perseverare è diabolico!
Ed ecco che, a grande richiesta (ed a "soli" 9 giorni dalla pubblicazione del post precedente, va detto), pubblico un nuovo post, contenti? Argomento completamente nuovo e del tutto diverso, riassumibile con una semplice domanda:
Cosa promuovereste e cosa boccereste di voi stessi?
Se anche il riferimento è all'aspetto fisico (la musa ispiratrice di questo post è stata pensierorosa), mentre lo sto scrivendo mi viene in mente che la risposta può essere riferita anche ad altro, come ad esempio al carattere, agli atteggiamenti, ai comportamenti ecc.
Chi vuole si può cimentare, buon divertimento!
Ispirato da questo post e da quest'altro, ho pensato di aprire anch'io un piccolo bar... Che le chiacchiere (tipiche di coloro che frequentano locali del genere) abbiano inizio!
No, non sono impazzito! Ho scritto davvero "Buona Pasqua" come titolo di questo post... secondo voi ho sbagliato, visto quanto segue? E' proprio il caso di dirlo: certa gente non si smentisce mai!!! Vediamo adesso come reagirà il principale... Ed è innanzitutto alla Chiesa, anziché ad avvocati e tribunali, che si rivolgono fin dal gennaio 2004, inviando alla Curia di Firenze esposti e memoriali, e ottenendo vari incontri personali - prima con l'allora arcivescovo Silvano Piovanelli e poi con l'arcivescovo Ennio Antonelli e con l'ausiliare Claudio Maniago. Con l'unico risultato, nel settembre 2005, di un trasferimento del "priore" "per motivi di salute" in un'altra parrocchia della Diocesi. Da qui la decisione di appellarsi al Papa. La prima volta con una lettera del 20 marzo 2006, con allegati dieci dettagliati memoriali di venti vittime di abusi, a cui risponde il cardinale Camillo Ruini, ricordando alle vittime, sentito Antonelli, che il sacerdote sotto accusa dal 31 marzo ha lasciato anche la Diocesi e augurandosi che questo "infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti".
Sesso e violenze, scandalo in parrocchia
FIRENZE - Anni di violenze, psicologiche e fisiche, di plagi e coercizioni nei confronti di bambini, ragazzi, intere famiglie, abusi e violenze sessuali su bambine e ragazzine minorenni, consumati nell'ombra di una canonica e mai venuti a conoscenza di nessuno fino ad oggi. Famiglie intere convinte di far parte di un progetto di fondazione di una "vera chiesa dello Spirito" contrapposta a quella, corrotta e incapace, "di fuori", e spinte a devolvere alla parrocchia denaro e beni, "per adempiere alla volontà di Gesù Cristo". E poi avviamento di ragazzi al seminario, con l'obiettivo di "colonizzare" la struttura ecclesiale attraverso incarichi di primo piano.
È questo - secondo le vittime dei plagi e degli abusi (così lontani nel tempo da rendere difficile ormai un'azione penale) che solo oggi, dopo tanti anni, hanno trovato il coraggio di parlare e chiedono giustizia appellandosi al Papa - ciò che è avvenuto almeno a partire dal 1975 in una parrocchia della periferia di Firenze, la Regina della Pace. Affidata fino al 2005 a un "carismatico" sacerdote oggi ottantenne, don Lelio Cantini, allontanato dalla città solo un anno fa ma mai privato dell'ordinazione. Con a fianco una donna, presunta "veggente" le cui visioni di Gesù, raccontano le vittime, servivano alla selezione degli "eletti". Oggetto di punizioni esemplari, privati dell'assoluzione e dell'eucaristia, se non avessero obbedito alle imposizioni del "priore", come il sacerdote si faceva chiamare. Fra cui quella sistematicamente rivolta a ragazzine di dieci, quindici, diciassette anni, di avere rapporti sessuali con lui, come forma, diceva, di "adesione totale a Dio". Facendo credere a ognuno di essere il prescelto e intimando il segreto assoluto pena il "castigo divino". Per questo, vinte le rimozioni e preso contatto con i compagni di allora, solo oggi le vittime hanno scoperto di aver condiviso un passato identico e terribile.
Le vittime però non ci stanno. Il 'priorè vive con la "veggente" in una città della costa toscana, ha sempre intorno un gruppo di seguaci ed è tuttora ordinato. E a questo punto si muovono, di loro iniziativa, alcuni sacerdoti. "Non vogliamo sentirci domani chiedere conto di un colpevole silenzio", spiegano in una nuova lettera al Papa, inviata il 13 ottobre 2006 tramite la Segreteria di Stato. Dove parlano di "iniquo progetto di dominio sulle anime e sulle esistenze quotidiane" perseguito da una setta "purtroppo cresciuta dentro una parrocchia cattolica". E ricordano che a "quasi due anni" dall'inizio delle denunce dalla Chiesa fiorentina non sono ancora arrivati né "una decisa presa di distanza" dai personaggi coinvolti nella vicenda, né "una scusa ufficiale", né "un atto riparatore autorevole e credibile". A Repubblica, che glielo chiedeva, Antonelli ha risposto ieri di non voler fare alcun commento della vicenda.
Intanto la storia circola, e sono ora i parroci vicari foranei, responsabili delle zone della diocesi, a chiedere all'arcivescovo di portarla all'assemblea diocesana, davanti a tutto il clero. Antonelli li ha convocati alla fine di febbraio per mostrare una sua comunicazione alle vittime del 17 gennaio, relativa ai "provvedimenti" a carico del sacerdote adottati, scrive, "sulla base delle vostre accuse", al termine di un "processo penale amministrativo" e sentita la Congregazione per la Dottrina della Fede. Per cinque anni, scrive il cardinale, il "priore" non potrà né confessare, né celebrare la messa in pubblico, né assumere incarichi ecclesiastici, e per un anno dovrà fare un'offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna. E quanto alle vittime, l'invito, visto che "il male una volta compiuto non può essere annullato", è a "rielaborare in una prospettiva di fede la triste vicenda in cui siete stati coinvolti", e a invocare da Dio "la guarigione della memoria".
Ma loro, con "stupore e dolore", annunciano che non si fermeranno. Finora non hanno fatto nemmeno causa civile, ma d'ora in poi, dicono, "nulla è più escluso". Nella lettera alla Segreteria di Stato i preti chiedono a loro nome "un processo penale giudiziario", che convochi testimoni e protagonisti, e applichi "tutte le sanzioni previste dall'ordinamento ecclesiastico", che il prete che ha rovinato le loro vite sia "privato dello stato clericale", anche "a tutela delle persone che continuano a seguirlo". E che sia ora la Santa Sede a fare davvero luce su tutta la vicenda.
(Articolo di Maria Cristina Carratù tratto da Repubblica on-line di oggi)
Comunico ai miei lettori e lettrici (abituali e non) che da domani fino a martedì prossimo sarò fuori città, in vacanza... IN MONTAGNA! Avrò comunque la possibilità di accedere ad internet, quindi di leggervi e commentarvi, ma vi chiedo scusa anticipatamente se le mie risposte non saranno rapide come di consueto. BUONA PASQUA A TUTTI!!!
So già che la maggior parte di voi tirerà un sospiro di sollievo nel leggere queste poche righe (qualche nome a caso: ALE, KATANA, LALA, MONICANTA, ecc.), altri rimarranno del tutto indifferenti, forse a qualcuno scenderà una lacrimuccia sulle gote... per questi ultimi, ecco pronto il rimedio:
Come preannunciato già a qualcuno di voi, ecco il secondo post sul tema della cucina avente per argomento la CIPOLLA, altro elemento per me fondamentale in tante ricette. Come ho già fatto nel caso del peperoncino, rimando a questo link per chi volesse approfondire la conoscenza di questa pianta. Personalmente faccio un grande uso di cipolla sia cotta che cruda in diversi preparati: dal classico "sugo" ai peperoni in padella, alla amatriciana, ai risotti, come "guarnizione" per gli arrosti, come contorno assieme a fagioli, tonno, ecc. Premesso che reputo l'odore della cipolla soffritta nel burro come quello più buono in assoluto tra tutti gli odori che si sprigionano in cucina... vogliamo parlare della fantastica zuppa di cipolle? Oppure delle cipolline all'agrodolce? Oppure ancora delle cipolle gratinate?
Tra le tante varietà, quella che preferisco è la cipolla rossa di Tropea (vedi foto), ma mi piacciono tutte indistintamente.
Chi condivide con me questa "passione"?