errare è umano, perseverare è diabolico!
22 settembre ... ma non per tutti! **********
Questo post nasce dall'osservazione di una situazione che mi è capitata proprio ieri quando, in corrispondenza ad un senso unico alternato, io ho avuto la possibilità di "passare" perchè al solito ero con lo scooter, ma intorno a me c'era il panico! Andate in giro in macchina, mi raccomando!
Ho ricevuto via mail un giochino matematico che mi è piaciuto e che riporto in questo post. Anche se è stato scritto nella "versione maschile", credo possa essere interpretato senza alcuna difficoltà a ruoli invertiti, ossia sostituendo MOGLIE con MARITO, se non altro per par condicio.
a) per prendere moglie occorrono tempo e denaro, pertanto
MOGLIE = TEMPO x DENARO [1]
b) come tutti sanno, il tempo è denaro, quindi vale l'uguaglianza
TEMPO = DENARO [2]
c) sostituendo la [2] nella [1] si ottiene
MOGLIE = DENARO x DENARO = DENARO2 [3]
d) il denaro, però, è la radice di molti problemi, quindi vale la relazione
DENARO = (PROBLEMI)1/2 [4]
e) sostituendo la relazione ora scritta nella [3] si ottiene il seguente risultato
MOGLIE = [(PROBLEMI)1/2)]2 = PROBLEMI [5]
Chi è d'accordo con il risultato ottenuto?
E' finalmente successo! Non so più nemmeno io da quanto tempo è che ci conosciamo (ma mi viene da aggiungere "è sempre da troppo poco"!), dapprima solo virtualmente e poi anche telefonicamente; ieri pomeriggio, finalmente, dopo tanto è avvenuto l'incontro nella vita reale con Cuoredimatita. Che emozione!
Lei si trovava qui per lavoro e, nonostante i suoi impegni l'abbiano tenuta occupata per tutta la giornata, è comunque riuscita a "ritagliarsi" un angolino di tempo appositamente per incontrare un suo amico di vecchia data e me, cosa che ho apprezzato davvero tanto! L'incontro in sè non è stato niente di particolare se visto dall'esterno (si è trattato, infatti, di appena una ventina di minuti trascorsi a chiacchierare su un marciapiede in centro, oltretutto in piedi!), ma è stracolmo di significato considerando l'amicizia e l'affetto che ci legano ormai da tempo.
Bellissimo il doppio saluto iniziale, dapprima compito e, perchè no, anche un tantino "imbarazzato", poi del tutto spontaneo e "caldo", una vera esplosione di gioia e d'affetto insomma! Altrettanto bello il saluto finale, ovviamente, ormai il ghiaccio era bello che rotto...
Ma il momento più bello in assoluto, molto probabilmente perchè "inatteso", è stato poco dopo i saluti finali, quando ormai ciascuno si accingeva a tornare al suo mondo ed alla sua vita. Io, tanto per cambiare, ero in scooter (che avevo parcheggiato nei pressi del luogo dell'appuntamento) mentre lei era appena salita in macchina per recarsi all'aeroporto. Il tempo di montare in sella e di girare l'angolo, ed il caso ha voluto che ci siamo fermati allo stesso semaforo praticamente "affiancati": ho riconosciuto l'automobile, mi sono girato a guardare dentro però non riuscivo a vedere nulla, la vettura in questione aveva i vetri posteriori oscurati (sai com'è, alle "persone importanti" evidentemente sono riservati certi trattamenti!)... mentre ero lì che mi chiedevo se prima o poi mi avrebbe notato o no (io naturalmente avevo anche il casco in testa, da motociclista diligente e rispettoso delle regole quale sono), ecco che lei si volta, mi riconosce, mi saluta di nuovo ed abbassa il finestrino! Ancora poche parole, quel tanto che il semaforo rosso ci ha consentito di scambiare, ancora una stretta di mano e poi tutto finito, stavolta per davvero!
Credo che questi brevi istanti siano stati i più belli in assoluto di tutto l'incontro, li ricorderò davvero a lungo!
Alla prossima, CUORE!
Dopo qualche giorno di assenza torno con un nuovo post e lo faccio spiegando il significato della frase che conclude il post precedente, significato che credevo fosse noto a diverse persone ed invece mi sono reso conto che non è così (della qual cosa mi scuso).
Si tratta di un evento accaduto realmente diversi anni fa, ormai, e che oltre me ha visto come protagonisti alcuni miei colleghi di università e 2 carabinieri. Ci trovavamo nei giardini del Colle Oppio durante un'ora di buco ed eravamo appoggiati ad uno di quei muretti quadrati con tanto di griglia metallica sopra che servono per dare aria e luce alla sottostante Domus Aurea, un'antica villa romana che è possibile anche visitare. Mentre eravamo lì che cercavamo di vedere da sopra qualcosa della villa, si avvicinano a noi 2 carabinieri in servizio di pattuglia nei giardini e ci chiedono:
"Cosa state facendo qui?" neanche avessimo compiuto chissà quale strana azione.
Noi abbiamo risposto con la verità, ossia:
"Niente! Stavamo semplicemente guardando qui sotto i resti della Domus Aurea, l'antica villa romana...".
Al che, uno dei 2 carabinieri replica:
"Ma che villa romana e villa romana... quello è un pozzo!".
Noi siamo rimasti esterrefatti, un po' perchè eravamo convinti di avere ragione in quanto alle scuole superiori avevamo studiato l'antica Roma e sapevamo benissimo dell'esistenza della villa, ma soprattutto perchè neanche a farlo apposta proprio in quel periodo ci eravamo messi in lista presso i Beni Culturali per partecipare ad una visita guidata della suddetta villa ed eravamo in attesa del giorno fissato per la visita. A quel punto abbiamo risposto:
"Guardi che qui sotto c'è davvero una villa romana, non stiamo scherzando! E' scritto su tutti i libri di storia...".
Il carabiniere, arrabbiandosi perchè lo stavamo contraddicendo, ha esclamato:
"Vi dico che è un pozzo!" e noi non abbiamo potuto far altro che concludere dicendogli:
"Ok, allora è un pozzo!".
Ancora oggi ricordo quell'evento ed uso la sua frase conclusiva tutte le volte che qualcuno vuole avere ragione per forza e non è assolutamente disposto ad ascoltare quello che ho da dire nè, tantomeno, a sforzarsi un minimo per cercare di comprenderlo...
"Ciao, come ti chiami?".
"Eh, sì! Oggi è davvero una bella giornata!".
"Scusa, probabilmente hai capito male... mi sarebbe piaciuto conoscere il tuo nome!".
"Ma come, non lo vedi? C'è il sole, la temperatura è mite...".
"Ok, non vuoi dirmi il tuo nome, non importa. Cosa fai di bello nella vita?".
"Mi andrebbe un bel gelato!".
Quanto è lecito, in casi come questo, parlare di "conversazione"? No, non mi sono sbagliato, intendevo dire proprio "conversazione", perchè secondo me il DIALOGO è tutta un'altra cosa!
P.S. per chi mi conosce "davvero": non posso che concludere con la frase:
"ok, allora è un pozzo!".
Giusto?